IL RISPETTO PER GLI ALIMENTI DIVENTA SCELTA DI BENESSERE


IL RISPETTO PER GLI ALIMENTI DIVENTA SCELTA DI BENESSERE

Il filo conduttore che abbiamo srotolato per raccontare il modo in cui per noi devono essere trattate le materie prime si può riassumere in una parola: rispetto.

Abbiamo parlato di rispetto del cibo, del modo di produrlo, ma anche di sceglierlo, acquistarlo e “trattarlo”. Tutte queste forme di rispetto si riflettono sul nostro vivere quotidiano, tornano a noi, fin dentro di noi.

Conserva e tratta il cibo come se fosse il tuo corpo, ricordando che nel tempo il cibo sarà il tuo corpo.
(BW Richardson)

Il cerchio, semplicemente, si chiude. Se ci nutriamo in modo consapevole e giusto (come abbiamo letto da Carlo Petrini) il rispetto si trasferisce a noi stessi, e diventa una scelta di benessere.

Come per il rispetto per la materia prima, così anche quello per il nostro benessere è fatto di alcune semplici ma importantissime regole.

  • Scegliere ingredienti di stagione, più possibile a km zero non è solo una questione di rispetto per l’ambiente, ma anche per noi stessi.

In molti stanno tornando a fare la spesa dai contadini. Non è una moda snob, ma un ritorno consapevole all’acquisto di ingredienti di cui si conosca la provenienza. Lavare la terra dall’insalata, gustare una mela dalla buccia non lucida, ma butterata e imperfetta… significa riscoprire un cibo che ci parla del suo provenire dal suolo, o dal ramo di un albero.

  • cucinare ciascun ingrediente nel rispetto delle sue proprietà. Sì, anche questo lo abbiamo già scritto, ma lo ripetiamo perché qui il collegamento con il nostro benessere è più che evidente.

Imparare davvero a conoscere gli ingredienti permette di scoprire nuovi gusti e abbinamenti. Pensiamo ad esempio alle verdure, all’antipatia immediata che ispirano ai bambini o allo sconforto che suscitano in chi deve iniziare una dieta e pensa a zucchine bollite. La verdura, con i suoi colori e la varietà di sapori, può invece essere una gioia per il palato, se ci si sforza di sperimentare gusti, cotture e abbinamenti inediti…

  • distinguere proteine, grassi e carboidrati, dosandoli nel modo corretto rispetto alle proprietà nutrizionali e all’indice glicemico. Ad esempio: sappiamo quali alimenti compongono la famiglia dei carboidrati? Pasta, pane, pizza, dolci… ok… Ma anche frutta e verdura. Eh già. Conoscere le proprietà nutrizionali di questi alimenti ci permette di comporre nella maniera corretta i nostri pasti principali e anche gli snack per spezzare la fame nell’arco della giornata.
  • imparare a leggere le etichette degli ingredienti. Ciclicamente nascono nuovi nemici giurati… ricordiamo tutti la crociata contro l’olio di palma. Ma sappiamo davvero in che misura l’olio di palma nuoce? E siamo certi che tra gli altri ingredienti di quei prodotti che lo contengono non ce ne siano di più nocivi su cui però finora nessuno ha ancora puntato il dito?

Conosciamo i nomi dei conservanti, quelli naturali e quelli che non lo sono?

Sappiamo cosa sono il nitrito di sodio e il nitrato di potassio?

Ecco, il punto è: sapere per scegliere cosa eliminare e cosa no dalla nostra dieta. Conoscere per non demonizzare ma per alimentarsi in modo consapevole.

  • non diventare degli estremisti, perché la varietà è salute. Ogni alimento concorre al buon funzionamento del nostro organismo e non andrebbe mai eliminato se non per allergie o intolleranze. Questo significa anche, ogni tanto, dimenticare le tabelle nutrizionali e lasciarsi andare a grassi e zuccheri, magari ad un sano e abbondante pranzo della domenica! Perché è grazie alle eccezioni che viviamo meglio le regole.

Conoscere gli alimenti e il giusto modo di cucinarli può venire insegnato dalle mamme o dalle nonne, può essere appreso con la curiosità assaggiando e sperimentando, spulciando qua e là sui vecchi volumi di cucina o dal mare magnum di Internet.

In qualsiasi caso un corso di cucina può davvero permetterci di approfondire tanti di questi aspetti, insegnandoci, raccontandoci, o semplicemente stimolando la nostra voglia di scoprire. Perché il piacere della scoperta è il più bell’ingrediente dell’apprendimento.

Alla prossima!

 




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